FRANCESCO COSSIGA: L'ULTIMO BOY SCOUT DELLA POLITICA ITALIANA
FRANCESCO COSSIGA: L'ULTIMO BOY SCOUT DELLA POLITICA ITALIANA
Ultimo aggiornamento (Domenica 27 Febbraio 2011 11:07) Scritto da Vincenzo Luigi Gullace Venerdì 20 Agosto 2010 00:00
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La scomparsa di Francesco Cossiga, non rappresenta solo un triste avvenimento della storia repubblicana Italiana, ma lascia un profondo vuoto nella politica nazionale; un vuoto difficilmente colmabile dall'attuale classe dirigente politica.Cossiga era un vero Italiano; intimamente legato e grato alla Sardegna ove nacque nel 1928.
In politica esibì un vasto repertorio fatto di brillante genialità alternato a semplicità disarmante, che lo portava dal rigore competente e responsabile delle varie cariche istituzionali ricoperte, alla simpatia goliardica che suscitava il d.j. radiofonico o alla semplicità con cui dichiarava di seguire la soap opera "Beatiful".
" Quanto più savio e possente è un maestro, tanto più immediato è il modo in cui crea la sua opera, e tanto più essa è semplice ".
Questa suggestiva massima di M. Eckhart , ci agevola nel collocare Il Presidente Cossiga nel giusto posto della nostra storia patria.
Questa suggestiva massima di M. Eckhart , ci agevola nel collocare Il Presidente Cossiga nel giusto posto della nostra storia patria.
Tracciò un solco tra la personalità umana e la personalità politica ; il rispetto e la riservatezza dell'una, è essenziale per garantire la riuscita e il successivo sviluppo dell'altra.
Non si sottrasse mai alle responsabilità , assumendosele senza riserve o facili paraventi.
Si dedicò con la consueta passione personale e politica, a tutto ciò a cui era chiamato ad operare in nome e per conto dello Stato, e per questo consistente attaccamento, e per la lealtà offerta, non ottenne lodi oltre l'ordinario protocollare, che di certo avrebbe evitato volentieri, in quanto non spontanee e poco gradite, ma subì tradimenti da una politica che all'epoca faceva della trasversalità occulta una ferrea silente regola ed un'arma tremendamente efficace, come nel caso delle vicende legate all'organizzazione Stay Behind meglio conosciuta come "Gladio" o per quelle connesse con la guerra al terrorismo, in particolare quella condotta contro le famigerate " Brigate Rosse".
Un politico che non usa gli infiniti strumenti che la politica gli offre per lavarsi le mani, è un grande politico, meritevole di convinto rispetto, stima e considerazione.
Nel suo settennato al Quirinale, dopo un primo periodo di normale attività, quasi esclusivamente di tipo notarile, si accorse che erano ormai maturi i tempi per applicare la Carta Costituzionale nella sua intierezza, nel senso di modificarla per dare maggiore spessore alle funzioni del Presidente della Repubblica in quanto garante e difensore della tenuta democratica del Paese e del formidabile valore dell'italianità.
Tentò con una famosa provocazione di mantenere viva l'attenzione e di tenere alto il sipario sulla questione presidenziale, e quindi costituzionale, dimettendosi due mesi prima la naturale scadenza del suo mandato e scegliendo di annunciare agli Italiani le sue dimissioni con un discorso televisivo il 25 aprile 1992, ovvero nel giorno dell'anniversario della liberazione.
L'ipocrisia e l'opportunismo dei partiti politici del tempo, ed il suo successore, rallentarono un processo che sembrava bene avviato, fino a farlo passare nel dimenticatoio .
L'ipocrisia e l'opportunismo dei partiti politici del tempo, ed il suo successore, rallentarono un processo che sembrava bene avviato, fino a farlo passare nel dimenticatoio .
Sempre fedele al suo ruolo di libero esternatore, anche da "pensionato" non si limitò ad assistere passivamente alle vicende italiane, intervenendo sempre con semplicità espositiva e chiarezza concettuale.
Sono convinto che anche nel momento dell'addio , sarà stato animato da una grande energia e da una sincera fede, proprio come quella che pervade i piccoli scout, ovvero i "lupetti" quando gridano il loro motto "del nostro meglio".
L'ultimo boy scout della politica italiana ci ha lasciato, ma il suo ricordo ed il suo esempio sarà sempre vivo, per chi ama essere libero e sentirsi con fierezza Italiano.
Vincenzo Luigi Gullace
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