IL CANTIERE ITALIA E LA SINDROME DI GENOVA
Ultimo aggiornamento (Martedì 30 Novembre 1999 01:00)
Scritto da Vincenzo Luigi gullace
Martedì 18 Ottobre 2011 00:00



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Vincenzo Luigi Gullace - Direttore Italia-Politica.It
I continui disordini che vedono protagonisti giovani che non si identificano in nessun valore , devono far seriamente riflettere su come intervenire per evitare un pericoloso scontro sociale generazionale.
Movimentare le masse attraverso la piazza , è sempre stato uno strumento efficace per dare un segnale di forza ed incutere timore riverenziale , ma adesso , dopo i recenti fatti di Roma, occorre rivedere tutto il dispositivo che regola la civile convivenza nel rispetto delle regole e, di conseguenza, della libertà di tutti .
In Italia esiste un evidente ed imbarazzante problema che non aiuta a prevenire il forte disagio delle giovani generazioni, che in taluni casi sfocia nella becera violenza cieca ed ignorante , ovvero mancanza di responsabilità ai vari livelli della complessa architettura statale .
In sintesi il potere politico è inaffidabile, inconsistente e per nulla rappresentativo ; il potere legislativo è imperniato su norme vetuste e troppo spesso viene accantonato il principio dell'interesse comune quando se ne fa ricorso; il potere giudiziario dimentica la propria funzione super partes e sovente si contrappone al primato della politica parlamentare che , piaccia o no, è ancora, per fortuna, espressione diretta del popolo.
Non esercitare responsabilmente i propri doveri può portare verso drammatiche derive democratiche e sociali.
Occorre ricostruire anzitutto la politica per ridare ordine , fiducia e sviluppo al Paese attraverso un nuovo corso che veda al primo posto la responsabilità , la competenza , la disponibilità e la moralità: La responsabilità di chi sente l'orgoglio positivo, di rappresentare il proprio Paese e gli Italiani che hanno riposto la loro incondizionata fiducia esercitando con fiducia il diritto di voto; la competenza di chi si impegna a mettere al servizio del Paese il proprio sapere con spirito di adattamento umile e costruttivo ; la disponibilità di chi offre tutto il tempo e le risorse personali che occorrono per un'alta missione, che deve arricchire non di denaro o di vana gloria , ma di gioia e soddisfazione istituzionale, per aver contribuito al consolidamento ed alla crescita della democrazia e per aver servito il proprio Paese con serietà ed onestà; la moralità di chi crede e difende il valore della vita e della famiglia e vive alla costante ricerca del prossimo, non di chi vegeta nella frenetica caccia del tornaconto personale e dell'effimera trasgressione, infischiandosene degli altri, solo che gli altri siamo tutti noi, vale a dire tutti gli Italiani che sempre meno hanno occasione di ricordare le nostre invidiate origini, la nostra straordinaria storia, la nostra meravigliosa cultura, il nostro immenso patrimonio spirituale.
Occorre conquistare la stima ed il rispetto del popolo, in specie dei giovani , con un comportamento esemplare!
Le contrapposizioni politiche di questi ultimi tempi , danno il senso di quanto sia distante la politica dalla collettività; un esempio per tutti, disertare volutamente l'aula del Parlamento in occasione di dibattito di grande importanza, come ha fatto l'attuale opposizione governativa , è un gesto molto grave che priva di dialettica la politica, già deficitaria per altre ragioni ; fomenta ulteriormente il disagio e lo sconforto di chi ancora crede nella politica ed alimenta inevitabilmente l'odio di piazza .
Il concetto di servitori dello Stato non deve valere solo per le forze dell'ordine ma per tutti , in particolare per i politici a tutti i livelli e per tutti i componenti della magistratura .
La politica torni ad occuparsi del Paese, ovvero ad essere valido strumento per risolvere i problemi a qualunque livello nella famiglia , nell'economia, nella cultura e nella difesa della storia; la magistratura torni ad occuparsi di diritto e di leggi, senza cercare inutili e grottesche ribalte, nonché dannose contrapposizioni.
Teniamo bene a mente che l'orgoglio, l'intolleranza e le contrapposizioni stanno logorando l'Italia e tutto quello che essa rappresenta sulla scena internazionale.
Occorre fermezza nel prevenire e reprimere la violenza, come quella del 15 ottobre a Roma, senza farsi cogliere dalla sindrome di Genova .
Non è accettabile che se un rappresentante delle forze dell'ordine perde la vita durante scontri di piazza , si riconosca l'eroico comportamento e si liquidi il tutto con esequie di stato ed una medaglia al valore, mentre se si difende e, conseguentemente, provoca un danno dalla sua reazione, passa per un super violento e suscita lo sdegno di molti fannulloni e benpensanti della politica e della cultura.
Come dimenticare che a Genova purtroppo, perse la vita un giovane che aveva solo il torto di voler fare del male e magari uccidere a caso, il primo carabiniere o poliziotto che gli capitava a tiro.
Ebbene a questo valoroso giovane è stata dedicata un'aula della Camera dei Deputati e il sindacato CGIL ha promosso una raccolta fondi per edificare una scuola elementare in una repubblica araba per poi intitolarla a questo giovane, solo per citare alcune delle tante iniziative a ricordo del suo sacrificio.
Dunque la sindrome di Genova sta condizionando l'operato sia della politica , sia delle forze dell'ordine, e tutto ciò è inaccettabile per un paese che ha il vanto di considerarsi civile , ed è meschino per il governo, trincerarsi dietro l'affermazione che a Roma l'operato della polizia ha evitato che ci scappasse il morto, quando poi si lascia a queste orde di criminali organizzati di fare ciò che vogliono e quando vogliono, come parimenti è disgustoso che, sempre dall'opposizione che non c'è, si odano parole di scandalo per come hanno agito le forze dell'ordine e sul perché siano stati arrestati solo quattordici teppisti.
Evidentemente chi si scandalizza dimentica che quando era forza di governo si verificarono le stesse proteste anche in altre città, e la consegna per le forze dell'ordine era di non intervenire se non per disperdere i violenti.
A questo punto non resta che augurarsi che da questo enorme cantiere, dove stentano i lavori di ristrutturazione e riqualificazione della politica italiana, nasca qualcosa di vecchio , già di vecchio; molto meglio il vecchio del nuovo , e con grande soddisfazione mantengo vivo il ricordo della via ove è ubicata l'abitazione della mia famiglia dove sono nato e cresciuto , ossia via don Luigi Sturzo.
Corsi e ricorsi storici sempre attuali.
Vincenzo Luigi Gullace
